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Quattro poemetti

Ritsos, Ghiannis [Giannis]

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Descrizione Universale Economica Feltrinelli"; prima edizione in questa collana, su licenza Guanda - Brossura editoriale di 151 pagine. Contiene, nella traduzione italiana di Nicola Crocetti: Crisòtemi (Chrysothemis), Ismene, Fedra (Phaidra), Elena (He Helene); non è presente il testo greco. Copia vissuta con segni d'uso e del tempo alla copertina; note a penna e a matita ai risguardi; paginazione interna pulita e godibile. Esemplare in condizioni discrete di un'edizione non comune -- Demitizzazione, demistificazione, banalizzazione del mito, allucinazione storica, sono state definite queste rivisitazioni mitologiche del più grande poeta greco vivente. In questi poemetti, appartenenti al ciclo di "Quarta dimensione" e scritti nel periodo in cui Ritsos era privato della sua libertà, il mito è impiegato soprattutto come allusione, metafora e simbolo contro la tirannia che conculcò la Grecia negli anni dal 1967 al 1974. "Se ti parlo per leggende e parabole", scriveva Giorgio Seferis, un altro grande esploratore dell'antichità, "è che sono più dolci a intendersi. Non si può parlare dell'orrore, perché è vivo, perché è silenzioso e avanza". Il mito antico è per Ritsos "l'ordito su cui egli tesse la tragedia o, piuttosto, il dramma contemporaneo". Di Crisotemi (figlia di Agamennone e Clitennestra, e sorella di Elettra, Oreste e Ifigenia) e di Ismene (figlia di Edipo e sorella minore di Antigone), Sofocle ha fatto i simboli della sottomissione al potere. A queste antieroine, umili comparse di una Storia che ha avuto ben altri protagonisti, Ritsos concede la parola, eleggendole, nel nome dei deboli, dei rassegnati, dei temporeggiatori "timorosi dell'azione", a protagoniste dell'intera vicenda umana. L'appassionata, sensuale confessione d'amore di Fedra al figliastro Ippolito è invece per Ritsos il deliberato atto di volontà con cu la donna si sottrae, fino alle estreme, tragiche ma umane conseguenza, a un destino governato dagli dèi. A un'Elena di Troia vecchia di "cento, duecento anni", spogliata del suo leggendario splendore, copert di rughe, di peli e di verruche, inseguita dai fantasmi degli eroi e bersaglio impotente del dileggio e dei dispetti delle schiave, ma nondimeno impegnata nello sforzo disperato di resistere al tempo e di opporsi alla morte, il poeta affida il suo atto di fede: "Perché chissà / là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia / la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell'uomo".

Categoria: Poesia

Parole chiave:

Edito da: Feltrinelli (Milano) anno 1981

Condizione:

Dimensione: 18

ISBN:

Prezzo: € 15.00

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